In una ristrutturazione edile, capita spesso che professionista e proprietario discutano a lungo sulla convenienza di realizzare un vespaio areato.
In effetti, a qualunque piano sia realizzato, il vespaio areato offre diversi vantaggi.
I problemi sorgono quando il vespaio viene scelto come unico intervento risolutivo per contrastare l’umidità di risalita nelle murature.
Così, professionisti e proprietari scelgono di destinare un cospicuo budget a tale scopo… Salvo rendersi conto di aver commesso un errore poco dopo.
Ora, tra incollare un pavimento sopra l’esistente oppure rimuoverlo, scavare, eseguire il vespaio e rifare i sottofondi, c’è una sostanziale differenza economica.
Proprio alla luce delle costose lavorazioni, è fondamentale conoscere quali sono i suoi reali benefici e quali problemi invece rischia di generare.
In questo articolo, condividerò gli aspetti tecnici più importanti che tutti i professionisti edili e i proprietari dovrebbero tenere in considerazione prima di realizzare un vespaio areato.
Vespaio areato: benefici reali e claim commerciali da smentire
Ecco un elenco di benefici del vespaio, estratto dalle indicazioni dei produttori e commercianti dei moduli in plastica per i vespai:
- “colma facilmente i dislivelli”;
- “rapidità e semplicità di realizzo”;
- “possibilità di alloggiamento degli impianti”
- “distacco tra terreno e getto”;
- “smaltisce un’eventuale presenza di gas radon”;
- “maggiore efficienza energetica”;
- “evita l’umidità di risalita”;
- “ecosostenibile e poco costoso”
- “salubrità degli ambienti”.
I benefici dal punto di vista strutturale e termotecnico sono reali. Altri, invece, non lo sono affatto… E possono indurre all’errore sia il proprietario dell’immobile che il progettista edile.
Mi riferisco a “evita l’umidità di risalita”, “ecosostenibile e poco costoso”… E di conseguenza, “salubrità degli ambienti”.
Vediamo perché.
Ecco perché il vespaio NON risolve l’umidità nei muri
Per capire perché il vespaio areato non elimina l’umidità di risalita, dobbiamo prima specificare di quale umidità di risalita si parla:
dell’umidità che risale nelle murature? O dell’umidità che risale nei pavimenti?
Per quanto riguarda l’umidità di risalita nel pavimento, in parte il vespaio elimina l’umidità. Infatti, l’umidità non può oltrepassare il vuoto sanitario (l’aria) creato dal vespaio.
Tuttavia, in corrispondenza delle 4 “calate” di calcestruzzo (i piedini) che in ogni igloo appoggiano sul magrone sottostante, l’umidità può risalire se:
- le basi delle calate (i quattro piedini) non sono impermeabilizzate;
- se il calcestruzzo utilizzato è troppo magro oppure non adeguatamente vibrato.
Sembra strano, vero?
Eppure alcuni produttori inseriscono nelle loro schede tecniche l’avvertenza di posizionare un pezzo di guaina impermeabilizzante sotto i piedini.
Il vespaio, invece, NULLA può contro l’umidità di risalita presente nelle murature portanti.
Esse appoggiano direttamente sul terreno sottostante; l’esecuzione del vespaio è del tutto irrilevante per impedire all’umidità di risalire nelle murature stesse.
Non solo: la compatezza del calcestruzzo e la presenza di barriere in plastica ostacolano la naturale “deumidificazione” della base della muratura, incrementando l’umidità di risalita.

Per riassumere:
Il vespaio areato non elimina il fenomeno dell’umidità di risalita nelle murature
Inoltre, può creare ulteriori problemi di umidità se non viene realizzato con la dovuta responsabilità tecnica. Vediamo perché.
Vespaio sì o no? I criteri tecnici di valutazione
Misurando il reale contenuto di umidità nelle pavimentazioni attuali e confrontando i valori rilevati nelle murature attigue potrai conoscere le effettive necessità dell’immobile.
Quindi:
- se i sottofondi attuali del tuo pavimento sono asciutti, potrai ritenere superflua l’umidità nei pavimenti. Ti dovrai preoccupare solo di curare l’umidità nelle murature.
- Se invece i sottofondi sono umidi già prima della ristrutturazione, allora il vespaio potrà eliminare l’umidità. In questo caso, però, la risalita dell’umidità nelle murature dovrà comunque essere risolta.
Archimede Group misura il contenuto di umidità tramite l’analisi ponderale, procedura che consente di rilevare con precisione la quantità di umidità nel muro e stabilire la specifica tipologia di umidità attraverso valori oggettivi.
I dati ottenuti vengono elaborati per accertare le caratteristiche del problema di umidità e stabilire l’intervento più adatto ad eliminarlo.
L’analisi ponderale è la prima fase del sistema Casa Asciutta, la soluzione scientifica ai problemi di umidità delle abitazioni.
Come evitare che il vespaio diventi una piscina (a costo quasi zero)
Immagina la scena: un’alluvione, anche di pochi centimetri. E il vespaio si trasforma in una piscina sotto casa.
Il tempo di prosciugamento varia a seconda del grado di permeabilità dello strato sotto il vespaio. Più a lungo l’acqua sosterà nel vespaio, peggiori saranno i danni alle murature dell’abitazione.
Un allagamento totale o parziale del vespaio areato può però verificarsi anche con apporti idrici ben inferiori a quelli di un’alluvione.
Le acque piovane provenienti da terreni o piazzali attigui, dalla rete dei pluviali o da una rottura idraulica possono riempire il vespaio areato.
Ad esempio se le bocchette di areazione si presentano come nella foto qui sotto, preoccupati di verificare se il vespaio è allagato effettuando il controllo consigliato alla fine di questo articolo.

In fase di progettazione della ristrutturazione, questo rischio può essere facilmente annullato a costi quasi nulli.
Sarà sufficiente creare la possibilità di drenaggio nel sottofondo se il terreno sottostante è in ghiaia o comunque drenante.
Altrimenti si dovranno creare nel terreno circostante dei pozzetti che fungeranno sia da aerazione sia da scarico delle acque (vedi disegno qui sottto).

Nel vespaio areato possono formarsi anche fenomeni di condensa?
Chi si pone questa domanda è bravo. Per molti vespai è un dubbio di scarsa importanza…
Per altri invece potrebbe essere la chiave di volta, perché potrebbe essere la causa di un problema di umidità che si tende a confondere con la classica risalita.
Nelle abitazioni con impianti di raffrescamento a pavimento, se le coibentazioni termiche sono insufficienti, il rischio di condensa nel vespaio dura per tutta la durata dell’utilizzo di detto impianto.
Senza alcun impianto di raffrescamento, la condensa avviene di certo nei primi giorni di caldo, ovvero quando l’aria calda “estiva” entra nel vespaio e si avvicina al vespaio ancora freddo dalla stagione invernale.
Si consideri che nei piani interrati il rischio della condensa permane per un periodo maggiore rispetto ai piani terra.
Qui raffigurata la situazione invernale, quando l’aria è più calda nel vespaio rispetto all’esterno.

L’areazione di un vespaio areato non è così scontata
A questo punto starai pensando: ‘Va bene, magari si forma un po’ di condensa… ma l’areazione la asciuga, no?’
Non è così scontato.
I risultati di alcuni test sulla ventilazione (eseguiti dall’Università di Brno) indicano che il fattore che influenza maggiormente il passaggio d’aria nel vespaio è la presenza di vento.
Ovviamente, l’efficacia del vento nell’areare il vespaio dipende dalla posizione e dal contesto in cui è inserito l’immobile.
Non essendo il vento nella maggior parte dei casi un fattore controllabile, è possibile migliorare l’aerazione agendo su fattori secondari.
Ad esempio, la frequenza e la dimensione delle prese d’aria, che devono avere un diametro minimo di 12 cm.
Inoltre, si deve considerare che le griglie di areazione hanno una portata d’aria inferiore a quella del tubo inserito nelle murature.

Se il tubo ha un’area di deflusso teorica pari a 73 cm², quando si installano le griglie esterne la portata teorica si riduce del 42% nel primo caso e del 18% nel secondo caso.
Tengo a precisare che si tratta di dati approssimativi e ottimistici.
A fronte di queste considerazioni, è facile intuire che la stragrande maggioranza dei vespai esistenti non godono del livello di areazione pensato in fase di progettazione.
Abitazione con vespaio areato e problemi di umidità: la domanda fondamentale da porsi prima di realizzare costosi interventi edili
Ora che sei in possesso di tutti gli elementi per valutare la costruzione di un vespaio contro l’umidità, è utile estendere l’analisi anche ai problemi di umidità delle abitazioni che il vespaio ce l’hanno già.
Infatti, in queste abitazioni noi di Archimede abbiamo notato una tendenza preoccupante.
Vengono spesso eseguiti interventi come sostituzione degli intonaci, impermeabilizzazione dei marciapiedi, installazione di dispositivi contro l’umidità di risalita senza nemmeno conoscere la risposta ad una domanda fondamentale:
il vespaio areato è asciutto, bagnato oppure allagato?
È una domanda da porsi in qualsiasi caso, a prescindere dal fatto che l’abitazione presenti piccoli o grandi problemi di umidità.
Come verificare lo stato del vespaio: la procedura da 5 min chiunque può eseguire
Per verificare lo stato del vespaio, c’è una semplice procedura che qualunque proprietario o professionista può effettuare senza doversi rivolgere ad un artigiano.
- Prendi un tubo dell’acqua da giardino oppure una sonda “passa cavi” da elettricista e un vecchio straccio.
- Con lo scotch o del nastro da elettricista, lega un piccolo straccio all’estremità del tubo flessibile.
- Infila poi il flessibile con lo straccio per un solo metro all’interno della bocchetta di areazione.
- Verifica se lo straccio è umido o zuppo di acqua.
- Se asciutto, infilalo nuovamente nella bocchetta di areazione per 2 metri e ri-verifica lo stato dello straccio.
- Ripeti l’operazione, aumentando la lunghezza di inserimento e ripetendo la stessa prova in tutte le bocchette.
- Ripeti la prova in più punti, e potrai sapere cosa c’è sotto il pavimento dell’abitazione.
Ecco un caso di vespaio leggermente umido:


Consigliamo di eseguire questo semplice controllo con cadenza periodica. Ogni anno o semestre, nelle stagioni invernali e anche in quelle estive, nei periodi di siccità oppure molto piovosi, è una verifica indispensabile.
È un controllo gratuito, che può eseguire anche una persona senza particolari conoscenze tecniche.
Verificare lo stato del vespaio non basta: contro l’umidità di risalita serve un’analisi diagnostica completa
La procedura descritta è utile, ma non esaustiva.
Conoscere lo stato del vespaio non è sufficiente a stabilire con certezza la causa dell’umidità nelle murature. E senza questa certezza, qualsiasi intervento rischia di rivelarsi inefficace – o addirittura peggiorativo.
Per dimensionare correttamente l’intervento, è necessario quantificare l’umidità presente nelle murature e identificarne la causa specifica.
È esattamente questo l’obiettivo dell’analisi effettuata da Archimede con il sistema Casa Asciutta™.
I dati ottenuti permettono di definire con precisione l’intervento necessario, evitando sovradimensionamenti costosi o soluzioni inadatte al caso specifico.
Per il professionista, significa poter consigliare il committente sulla base di evidenze oggettive – non di ipotesi.
Se stai valutando un intervento contro l’umidità – con o senza vespaio – inizia dai dati, non dalle supposizioni.
