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CAM Edilizia 2026: le novità per umidità e progetti di risanamento

Sono quindici anni che Archimede Group applica, sia nel settore privato sia in quello pubblico, un principio tanto semplice quanto rigoroso: prima di intervenire sull’umidità, è necessario misurarla.

Oggi questo approccio non rappresenta più solo una buona pratica tecnica, ma diventa uno standard obbligatorio per le ristrutturazioni di immobili pubblici (e rappresenta un vantaggio concreto anche per i privati).

Con il Decreto 24 novembre 2025, che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM 2026) per l’edilizia, la diagnosi strumentale dell’umidità entra infatti tra le procedure progettuali previste dalla normativa vigente.

I nuovi CAM diventano vincolanti negli appalti pubblici a partire dal 2 febbraio 2026: da quella data la misurazione dell’umidità non è più facoltativa.

Il metodo di diagnosi e progettazione applicato da anni da Archimede Group con Casa Asciutta trova così un riconoscimento formale.

Cosa sono i CAM in edilizia

I CAM (Criteri ambientali minimi) 2026 in edilizia sono i requisiti stabiliti dal Ministero dell’Ambiente per garantire che gli interventi sugli edifici siano sostenibili durante tutto il ciclo di vita: progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione. 

Nel settore pubblico, l’applicazione è obbligatoria per legge nei bandi di gara, a partire dal 2 febbraio 2026.

Nel settore privato non è obbligatoria. Tuttavia a Milano, in via sperimentale, consente ai privati di ottenere sconti sugli oneri di urbanizzazione.

Oltre al risparmio sugli oneri, l’utilizzo dei CAM contribuisce ad aumentare il valore di mercato dell’immobile e ridurre i costi di manutenzione futuri. In entrambi i casi, i CAM introducono un principio chiaro: non si risana l’umidità senza una diagnosi misurata e documentata.

Il criterio CAM 2.3.13: la svolta sull’umidità negli edifici esistenti

Tra i criteri tecnici previsti dai CAM è incluso il criterio 2.3.13, dedicato al risanamento del degrado causato dall’umidità negli edifici esistenti, il quale stabilisce che: 

  • l’umidità influisce sulle prestazioni meccaniche, energetiche e igienico-sanitarie degli edifici;
  • ogni intervento deve partire da una diagnosi;
  • il progetto deve basarsi su dati misurati, non su ipotesi.

La diagnosi deve determinare:

  • tipo di umidità presenti;
  • contenuto di acqua nei materiali;
  • condizioni termo-igrometriche interne ed esterne;
  • presenza di acqua nel terreno;
  • stato di degrado dei materiali.

Negli edifici storici si privilegiano metodi non invasivi e non distruttivi, coerenti con l’approccio del metodo Casa Asciutta.

Misurare l’umidità è obbligatorio

Come anticipato, dal 2 febbraio 2026, per tutti gli interventi pubblici sono necessarie le seguenti attività:

  • progetto di risanamento deve basarsi su diagnosi strumentale;
  • i target prestazionali degli interventi devono essere misurabili;
  • redazione di un piano di verifica e monitoraggio;
  • inserimento nel quadro economico i costi delle misurazioni.

Questo vale per manutenzioni ordinarie e straordinarie, restauro e risanamento conservativo, edifici pubblici e interventi privati orientati alla qualità.

Come misurare l’umidità secondo i criteri ambientali minimi

I criteri ambientali minimi CAM 2026,stabiliscono che il contenuto d’acqua nei materiali dev’essere misurato secondo le norme UNI 11085 e UNI 11121.

A tal proposito, la termografia all’infrarosso non è citata come metodo di misura dell’umidità: può aiutare come strumento ausiliario per individuare dispersioni o ponti termici, ma non consente di stabilire la quantità d’acqua nei materiali.

L’assenza di dati confrontabili nel tempo, inoltre, impedisce di certificare l’intervento di risanamento.

In altre parole: basta promesse, servono prove

Le “soluzioni” proposte senza dimostrazione non sono più accettabili.

Dal 2 febbraio, le modalità di intervento devono essere supportate da prove concrete, come risultati sperimentali o interventi documentati, e attestazioni rilasciate da enti di ricerca o università. 

Anche se l’obbligo riguarda il pubblico, i privati ottengono comunque vantaggi concreti:

  • maggiore valore dell’immobile
  • ambienti più salubri e confortevoli
  • riduzione del rischio di interventi inefficaci 

Casa Asciutta: da metodo privato a standard riconosciuto

Per noi di Archimede Group, nulla è cambiato: eravamo già pronti 15 anni fa.

Il nostro metodo di analisi Casa Asciutta infatti si basa su:

  • diagnosi strumentale quantitativa
  • identificazione certa delle cause di umidità
  • progettazione mirata
  • verifica dell’efficacia nel tempo
  • monitoraggio programmato

In sostanza il metodo Casa Asciutta è perfettamente in linea coi CAM, che ne riconoscono l’approccio scientifico e consolidato.

Archimede Group affianca progettisti, enti pubblici e committenti privati nell’applicazione concreta dei criteri minimi ambientali: dalla diagnosi iniziale al progetto di risanamento finale.

Applicazione del criterio CAM 2.3.13: un caso reale

Presentiamo un esempio concreto di applicazione del criterio minimo ambientale CAM 2.3.13 – “Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti” nell’ambito del restauro conservativo di un edificio storico, realizzato mediante il metodo certificato “Casa Asciutta”.

L’intervento ha interessato le murature della sala interrata “Sala Pasolini” di Villa Casati Stampa, a Muggiò (MB), un edificio risalente alla fine del XV secolo.

Anche se il CAM 2.3.13 è stato introdotto nel febbraio 2026, il metodo Casa Asciutta risultava coerente coi suoi principi da oltre tredici anni.

L’approccio ha previsto:

  • diagnosi tecnica multidisciplinare
  • misurazioni ponderali UNI 11085
  • analisi chimiche dei sali
  • rilievi termo-igrometrici ambientali
  • termografia IR quando tecnicamente appropriata
  • progettazione basata su dati oggettivi
  • programmazione dei tempi di asciugatura
  • verifica post-intervento tramite nuove misurazioni

L’introduzione dei CAM rappresenta quindi il riconoscimento normativo di una metodologia già consolidata.

Caso studio: Diagnosi e progetto di risanamento applicato

La diagnosi iniziale è stata eseguita il 6 novembre 2019. Il progetto di risanamento non si è limitato alla scelta di tecniche e materiali, ma ha incluso la previsione dei tempi di asciugatura, fattore spesso sottovalutato, ma determinante.

L’efficacia dell’intervento è stata verificata il 18 maggio 2023, dopo tre anni e mezzo, tramite ripetizione delle misure ponderali UNI 11085 e contestuale manutenzione.

Su 23 punti monitorati abbiamo selezionato quattro punti rappresentativi.

Il confronto tra i dati del 2019 e del 2023 evidenzia una riduzione diffusa e significativa dei valori di umidità.

Il caso della Sala Pasolini dimostra l’efficacia di un intervento fondato su:

  • diagnosi strumentale oggettiva
  • rispetto dei tempi naturali di asciugatura
  • verifica prestazionale nel tempo
  • coerenza con i principi del CAM 2.3.13

Questo caso è la conferma che un approccio metodico e fondato su dati misurabili rappresenta la condizione essenziale per un risanamento efficace e sostenibile delle murature storiche.

planimetria per la pianificazione di un progettazione risanamento secondo CAM 2026
Planimetria del piano seminterrato con indicazione dei punti di misura dell’umidità (marker gialli), utilizzati per la diagnosi strumentale e la pianificazione degli interventi di risanamento.

Le misurazioni eseguite secondo UNI11085

Di seguito i 4 punti di misurazione con le immagini che si riferiscono al momento della diagnosi iniziale, prima dell’inizio dei lavori in data 06/11/2019 e durante i lavori in data 18 /05/2023. 

M3
Altezza pavimento

Profondità del prelievo

Valore umidità %
UNI11085
06/11/2019

Valore umidità %
UNI11085
18/05/2023

VARIAZIONE

Materiale del prelievo

20 cm

20 cm

🔴 12,0 %

🔴 8,6 %

Fuga

113 cm

20 cm

🔴 10,8 %

🟡 3,6 %

Fuga-mattone

210 cm

20 cm

🔴 9,8 %

🟢 2,5 %

Fuga-mattone

320 cm

20 cm

🟡 3,1 %

🟢 1,3 %

Fuga

uni11085 punto M3 prima
Punto M3 – stato iniziale (fase di analisi diagnostica)
uni11085 punto M3 dopo
Punto M3 – fase di ristrutturazione

Le misurazioni sono state eseguite in conformità alla norma UNI 11085.

Mediante perforazioni del diametro di 10 mm sono stati prelevati campioni rappresentativi della muratura in corrispondenza dei diversi punti di misura e alle varie altezze di indagine.

La determinazione del contenuto di umidità è stata effettuata tramite metodo ponderale, mediante essiccazione del materiale in termostufa e successiva doppia pesata del campione, prima e dopo l’essiccazione.

Un metodo alternativo di determinazione può essere eseguito mediante prova al carburo di calcio, secondo quanto previsto dalla norma UNI 11121.

I risultati ottenuti costituiscono la base tecnica per la valutazione comparativa dell’efficacia degli interventi di risanamento.

M6
Altezza pavimento

Profondità del prelievo

Valore umidità %
UNI11085
06/11/2019

Valore umidità %
UNI11085
18/05/2023

VARIAZIONE

Materiale del prelievo

12 cm

20 cm

🔴 7,3 %

🔴 4,6 %

Fuga

110 cm

20 cm

🔴 5,5 %

🟢 2,9 %

Fuga-mattone

204 cm

20 cm

🟢2,6 %

🟢 2,3 %

Fuga-mattone

misura ponderale uni 11085 M6 prima
Punto M6 – stato iniziale (fase di analisi diagnostica)
misura ponderale uni 11085 M6 dopo
Punto M6 – fase di ristrutturazione

M12
Altezza pavimento

Profondità del prelievo

Valore umidità %
UNI11085
06/11/2019

Valore umidità %
UNI11085
18/05/2023

VARIAZIONE

Materiale del prelievo

19 cm

20 cm

🔴 13,5 %

🔴 8,2 %

Fuga

113 cm

20 cm

🔴 13,8 %

🔴 6,2 %

Fuga-mattone

210 cm

20 cm

🔴 10,8 %

🟡 5,6 %

Fuga-mattone

320 cm

20 cm

🟢 2,0 %

🟢 1,9 %

Fuga

CAM misura umidità uni 11085 m12 PRIMA
Punto M12 – stato iniziale (fase di analisi diagnostica)
CAM misura umidità uni 11085 m12 dopo
Punto M12 – fase di ristrutturazione

M18
Altezza pavimento

Profondità del prelievo

Valore umidità %
UNI11085
06/11/2019

Valore umidità %
UNI11085
18/05/2023

VARIAZIONE

Materiale del prelievo

16 cm

20 cm

🔴 14,0 %

🔴 8,6 %

Fuga

110 cm

20 cm

🟡 3,6 %

🟢 2,6 %

Fuga-mattone

201 cm

20 cm

🟢1,6 %

🟢 1,5 %

Fuga-mattone

misura umidità uni11085 M18 prima
Punto M18 – stato iniziale (fase di analisi diagnostica)
misura umidità uni11085 M18 dopo
Punto M18 – fase di ristrutturazione

Conclusione caso studio

Il confronto dei valori del contenuto di umidità rilevati nei quattro punti di misura, a distanza di 42 mesi, evidenzia una riduzione significativa dell’umidità presente nelle murature.

Questo risultato è stato ottenuto grazie alle azioni previste dal piano di risanamento Casa Asciutta.

All’esterno del piano seminterrato sono stati eseguiti interventi edili finalizzati alla corretta regimentazione delle acque e alla parziale impermeabilizzazione delle strutture.

Tali opere, unitamente alla rimozione degli intonaci ammalorati e non compatibili con l’apparato murario effettuata nelle prime fasi di cantiere, hanno prodotto risultati particolarmente positivi.

In tutti i punti di misura si osserva una marcata deumidificazione delle murature.

Permane tuttavia una quota residua di umidità di risalita nelle porzioni basse delle pareti, per la quale sono stati prescritti specifici interventi correttivi.

Questo caso rappresenta un esempio concreto di come il metodo di analisi Casa Asciutta possa supportare i progettisti fin dalle prime fasi di progettazione e programmazione degli interventi di risanamento o ristrutturazione di immobili pubblici.

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