Analisi termografica: come e quando utilizzarla con umidità e muffe (2019)

Pigatto Stefano news 0 Commenti
Guida completa su analisi termografica

In questa guida ti racconterò tutto quello che devi sapere sull’analisi termografica.

Primo: non misura l’umidità.

Secondo: non rivela le cause di muffa e condensa.

È una tecnologia utile e profittevole, ma guai ad impostare risanamenti limitandosi ai dati della termografia all’infrarosso.

Nelle prossime righe vedrai le prove scientifiche di quanto appena letto.

Ma prima di tutto…

Che cos’è la termografia? (E come si esegue l’analisi termica?)

“Rappresentare graficamente la temperatura”: è questo il significato della parola “termografia”.

Applicata al mondo edile, parliamo di un’analisi non distruttiva né intrusiva, eseguita grazie alla termocamera:

Dove e come utilizzare l'indagine termografica

Puntata sul corpo da analizzare (esempio: una muratura), la termocamera misura la temperatura del corpo in esame.

Tuttavia, in alcuni casi, l’elemento distintivo dell’analisi è anche la sua “spada di Damocle”.

Mi spiego…

Il fatto che non sia distruttiva né intrusiva è una benedizione, e molti tecnici del settore premono su questo aspetto quando vendono l’indagine termografica.

I problemi iniziano quando alcuni tecnici propongono soluzioni e risanamenti (di umidità e muffe) basandosi sui dati della termografia.

Avviene sempre più spesso, quindi facciamo chiarezza…

A che serve l’analisi termografica?

Analisi termografica muro

Se hai già dato un’occhiata a siti e articoli che parlano dell’argomento, forse saprai che la termografia è indicata per:

◼︎ verifica grado di isolamento termico/coibentazione;
◼︎ verifica impermeabilizzazioni;
◼︎ indicazione di ponti termici;
◼︎ ricerca di infiltrazioni idriche;
◼︎ verifica umidità di risalita;
◼︎ scoperta di elementi costruttivi nascosti;
◼︎ verifica impermeabilizzazione di determinate superfici;
◼︎ analisi intonaci in fase di distacco (grandi facciate); 

Un simile elenco è presente in autorevoli portali di settore, e sul super-consultato Wikipedia.

Ciò che Wikipedia e molti siti non citano e/o approfondiscono sono gli aspetti DAVVERO importanti.

Importanti per chi?

Per te, ovviamente!

Anziché contattare qualcuno per un’analisi termografica, devi PRIMA capire se la tecnologia può aiutarti a risolvere il TUO problema.

Quindi…

9 Preziose informazioni sulla analisi termografica che ti faranno risparmiare centinaia o migliaia di euro

Rivediamo l’elenco del paragrafo precedente, punto su punto.

Per ciascuna voce trovi il dettaglio di quello che la termografia è in grado di fare, più una NOTA che puntualizza o smentisce la voce dell’elenco.

#1: Verifica grado di isolamento termico/coibentazione

Come utilizzare la termografia per umidità e muffa

Vero: l’indagine termografica è indispensabile per studiare muffe e condense.

NOTA:

La termografia è un’analisi specifica, da utilizzare in determinati periodi e secondo alcune regole.

Hai muffe e condense nei piani fuori terra?

Nei piani abitativi fuori terra, la condensa compare durante il periodo invernale.

Di conseguenza la termografia si esegue 10-14 giorni DOPO l’inizio dell’inverno, perché pareti e ponti termici devono raffreddarsi.

Hai muffe e condense nei piani interrati?

Nell’interrato la condensa compare durante il periodo estivo.

Di conseguenza – negli interrati – la termografia si esegue quando pareti e ponti termici si sono scaldati.

Attenzione! ⚠️

L’elemento “stagionalità” dell’analisi termografica è fondamentale  e va rispettato (prendi nota…).

#2: Verifica impermeabilizzazioni

Non è del tutto vero.

NOTA:

La termografia non è un’indagine a raggi X, è difficile verificare le impermeabilizzazioni (è applicabile in pochissimi casi).

Per tale obiettivo si utilizzano altri metodi.

#3: Indicazione di ponti termici

NOTA:

Oltre alle considerazioni citate al punto 1, è necessaria l’analisi climatica degli ambienti.

Durante l’analisi climatica si registra in clima interno (per almeno 7 giorni),  misurando temperatura ed umidità in alcuni intervalli di tempo.

I dati ottenuti (foto qui sopra) vanno poi analizzati in laboratorio.

Il tuo consulente eseguirà l’analisi climatica?

#4: Ricerca di infiltrazioni idriche

NOTA:

È approssimativa: non avrai garanzia del risultato.

I tubi idraulici hanno l’isolamento termico: il buco è in un punto, ma a volte la dispersione dista anche qualche metro.

Se manca l’isolamento termico l’analisi è più precisa.

#5: Verifica umidità di risalita

No!

NOTA:

In tale ambito ho assistito ad uno scempio della termografia.

Un esempio?

Tutte le murature al piano terra, nella parte bassa, hanno differenze di temperatura.

È normale: c’è il ponte termico.

Alcuni consulenti puntano la termocamera in quella zona, ti fanno vedere la differenza di colore sullo schermo, ed infine sentenziano:

“Vede? È umidità di risalita!”

NO!

Non è detto che sia umidità di risalita, potrebbe essere una questione di ponte termico!

Attenzione! ⚠️

Stai alla larga da prodotti e risanamenti di umidità venduti dopo l’indagine termografica del “consulente”.

In alcune condizioni climatiche l’umidità di risalita si vede meglio ad occhio nudo.

#6: Scoperta di elementi costruttivi nascosti

Corretto: in determinate situazioni puoi vedere porte e finestre chiuse in passato, così come pilastri e travi nei soffitti.

#7: Analisi di intonaci in fase di distacco

NOTA:

Si interviene con determinate condizioni climatiche, in specifici orari della giornata.

In questi casi la termografia sostituisce la “classica ispezione” con il picchettio del manico del cacciavite.

Hai dubbi o domande? Scrivi un commento e ti risponderò il prima possibile!

Adesso sentiamo un’altra campana…

L’analisi termografica secondo EMERISDA (…ecco le prove)

Voglio farti consultare il verdetto di EMERISDA.

EMERISDA* (Efficacia dei metodi contro l’aumento dell’umidità negli edifici) è stato un importante progetto Europeo.

L’obiettivo era valutare e confrontare le tecniche esistenti contro l’umidità di risalita, in modo da determinare la migliore soluzione per ogni caso.

*Partners italiani progetto: Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) e Università Cà Foscari Venezia.

Sai che hanno detto riguardo l’analisi termografica?

Ecco un estratto:

“La termografia è stata applicata per oltre 30 anni al monitoraggio in termini qualitativi o modo quantitativo.

Può rilevare aree umide nelle strutture, a causa della loro diversa temperatura rispetto a quelle secche.

Una telecamera a infrarossi crea immagini che indicano differenze in temperatura attraverso una superficie della parete, che indirettamente identificano le zone di umidità.

Questa tecnica può quindi fornire un’indicazione della presenza di umidità e localizzarlo, ma non può misurare il contenuto di umidità.

Ha il vantaggio di essere non invasiva, economica, di facile utilizzo e relativamente veloce; tali fattori rendono questa tecnica molto adatta per un primo rilevamento dell’edificio e l’identificazione della presenza e posizione dei problemi di umidità.

Presenta delle limitazioni.

Limitazione n° 1:

La misurazione quantitativa del contenuto di umidità in una parete o materiale non è ottenibile da questa tecnica, a causa dell’emissività molto diversa dei materiali da costruzione asciutti e dalla necessità di calibrazioni di laboratorio dettagliate (caso per caso).

Limitazione n° 2:

Fornisce informazioni solo sullo stato igrometrico di uno strato sottile di materiale appena sotto la superficie.

Strato fortemente influenzato da: condizioni esterne e condizioni diverse dalla parte interna del muro.

Limitazione n° 3:

Le tecniche di misurazione richiedono l’attenta interpretazione dei risultati.

Materiali diverse, ombre e caratteristiche dell’edificio possono interferire con la temperatura superficiale misurata.

Limitazione n° 4:

Potrebbe essere necessario modificare le condizioni circostanti, ad esempio riscaldando un muro o eseguendo l’imaging in una giornata umida o al buio (per ottenere risultati informativi).

Limitazione n° 5:

La scelta del momento giusto durante l’esecuzione del test è molto critica.

Sulla base della considerazione sopra riportata, si può concludere che il metodo può mappare qualitativamente la distribuzione dell’umidità dovuta all’effetto di raffreddamento dell’evaporazione dell’acqua, a condizione che venga effettuata un’attenta analisi dei dati.

Il metodo può essere usato come supporto per metodi quantitativi nel monitoraggio dell’efficacia dell’intervento contro l’umidità di risalita.”

In definitiva…

Problemi di umidità, muffa e condensa? Non acquistare l’analisi termografica!

Anche Archimede Group utilizza la termografia; come ho detto all’inizio è una tecnologia utile e profittevole.

Tuttavia, nel nostro sistema Casa Asciutta™, rappresenta solo una delle 5 analisi.

Ricorda: la termografia è un’indagine qualitativa, non quantitativa.

Lo dice EMERISDA, lo riporta la normativa (UNI EN 13187) e lo ribadisco anch’io.

Ti fornirà dati sulla presenza di umidità, ma non misura il contenuto di umidità nei muri!

Inoltre, contrariamente a quanto dichiarato da qualche “consulente”, l’ispezione termografica non rivela le cause della muffa! (tra l’altro lo dichiarano sui loro siti e non pubblicano nemmeno una prova…).

Vuoi davvero vivere in una casa asciutta? 

Parti dal video qui sotto.

Nel video scoprirai chi è Archimede Group e come risolviamo i problemi di umidità e muffe:


Hai domande?
Scrivi un commento!

Vuoi essere contattato da Archimede Group? Clicca sul banner  (nella pagina troverai anche il nostro numero verde).

contatta-archimede
A presto!
Stefano Pigatto – Archimede Group gli Specialisti dell’Umidità

Analisi termografica: come e quando utilizzarla con umidità e muffe (2019) ultima modifica: 2019-06-21T14:22:34+00:00 da Pigatto Stefano

0 Commenti