In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere sull’umidità nei muri: come riconoscerla, come misurarla correttamente, e perché farlo, quali sono le nove cause scientificamente identificate e come si elimina il problema in modo definitivo.
Cosa si intende per muro umido?
Una parete in mattoni comuni è definita umida quando la percentuale di umidità nel muro è superiore al 4%. Dal 4% al 9% i valori sono definibili umidi, oltre il 9% sono molto umidi.
Nella tabella a seguire trovi la classificazione igienica delle murature, in funzione del contenuto ponderale d’acqua (Ing. Giovanni Massari, 1967)

Attenzione: nessun materiale (nessuno!) ha un’umidità residua pari allo 0%.
Ciascun materiale da costruzione ha valori percentuali di umidità di riferimento, che variano in base alla sua porosità, compattezza e capillarità.
In questa seconda tabella, a tal proposito, trovi la classificazione dell’umidità specifica residua di alcuni materiali usati per la costruzione delle murature.

Quando il muro è umido solo in superficie, nello strato di intonaco, si tratta di umidità superficiale, causata da condensa*.
*condensa estiva (se nei piani interrati) o invernale (se nei piani fuori terra)
Come si riconosce l’umidità nei muri
In molti casi l’umidità nei muri si manifesta in modo inequivocabile, tramite alcuni segnali “tipici” facilmente riconoscibili.
I segnali visibili
Macchie di umido sulle pareti: scure, giallastre o con aloni, spesso concentrate in zone specifiche come angoli delle stanze e zone basse dei muri perimetrali.
Salnitro sui muri: quella patina biancastra e polverosa che compare sull’intonaco è causata dai sali minerali trasportati dall’acqua che migra attraverso la muratura. Dove c’è salnitro, c’è umidità.
Intonaco che si stacca o si sgretola: i sali minerali, accumulandosi nel tempo dentro la parete, esercitano una pressione che spinge l’intonaco verso l’esterno, fino a farlo cadere.
Muffe: macchie scure o verdastre sulla superficie del muro, spesso accompagnate da odore sgradevole. Sono un segnale che l’umidità ha raggiunto livelli e condizioni tali da favorire la proliferazione delle spore, con conseguenze estetiche (visibili) e sulla qualità dell’aria che respiri (non visibili).
I segnali non visibili
In altri casi, quando le murature sono state coperte con rivestimenti di vario genere, i sintomi visivi spariscono (ma il problema no).
In questi casi l’umidità si manifesta in modo indiretto:
Odore sgradevole e persistente, anche dopo aver arieggiato gli ambienti. Non è un problema di ventilazione, è il segnale che dentro le pareti qualcosa non va.
Scarso comfort abitativo: ambienti che faticano a scaldarsi d’inverno, oppure sensazione di freddo anche col riscaldamento acceso.
Mobili e/o abbigliamenti con muffa: il caso tipico riguarda gli armadi a contatto con i muri umidi. Si rovinano sul retro e all’interno, e spesso ci si accorge del problema solo quando si trovano degli abiti con macchie di muffa.Se riconosci uno o più di questi segnali, è probabile che le tue murature abbiano un problema di umidità.
Il passo successivo è capire quanto sono umide. E per farlo, bisogna eseguire delle misurazioni.
Come si misura l’umidità nei muri?
Per misurare l’umidità in un muro esiste un solo metodo attendibile: il metodo ponderale (o gravimetrico).
È un procedimento scientifico, normato dalla UNI EN 11085, che richiede una strumentazione specifica e il prelievo di campioni di muratura.

In concreto: tramite un trapano vengono prelevati campioni di “farina di muro” in più punti e altezze della muratura. I campioni vengono poi analizzati con termobilance, che rilevano l’esatta percentuale di umidità presente: non nell’intonaco superficiale, ma all’interno della muratura.
Nel breve video a seguire puoi vedere come funziona il metodo ponderale e perché è importante (durata: 60 secondi).
Può sembrare macchinoso, ma è l’unico modo per stabilire il reale contenuto percentuale di umidità dei muri (come stabilito anche dai nuovi CAM 2026 – Criteri ambientali minimi).
A cosa servono le misurazioni?
Le misurazioni servono a due cose fondamentali.
Prima di tutto a capire la gravità del problema: quanto è umido il muro?
È un dato che determina anche i tempi di deumidificazione necessari prima di qualsiasi intervento di intonacatura. Tempi che, se non rispettati, possono vanificare anche il miglior risanamento.
In secondo luogo, le misurazioni aiutano a stabilire l’origine dell’umidità: se si tratta di risalita capillare, infiltrazione laterale, rottura idraulica o altro.
Un altro vantaggio spesso sottovalutato: il metodo ponderale è ripetibile.
Questo significa che puoi misurare l’umidità prima e dopo il risanamento – cosa che ti consiglio – e confrontare i valori percentuali per verificare se l’intervento sta davvero funzionando.
“Le misurazioni sono indispensabili. Che diremmo di quel medico che asserisce avere il malato una febbre da cavallo, e trascura di tirare fuori il termometro per misurarla? – Ing. Giovanni Massari (1952)”
Come NON si misura l’umidità nei muri?
Esistono due strumenti inadeguati ma spesso utilizzati per “misurare” l’umidità nei muri, che tuttavia non forniscono dati attendibili.
Igrometro a contatto
Il primo è l’igrometro a contatto, senza dubbio lo strumento più diffuso tra tecnici e consulenti.
Il problema principale, per l’appunto, è che non misura l’umidità nel muro: rileva la conducibilità elettrica nei primi 2 cm di muratura, ovvero nell’intonaco superficiale, non nella struttura.
I valori che restituisce sono fortemente influenzati dalla presenza di sali minerali, dalla temperatura e dalle condizioni della superficie.
L’opinione di Emerisda
Il progetto di ricerca europeo Emerisda (efficacia dei metodi contro l’aumento dell’umidità negli edifici) lo ha definito inadatto alle misurazioni in muratura.
“L’igrometro a contatto misura solo lo strato esterno del materiale, fortemente influenzato dalle condizioni in superficie (evaporazioni, condensa superficiale, condizioni meteo, la presenza di sali minerali, tipologia di impianti presenti…etc.)” – Emerisda
Nota dell’autore: tra i partner del progetto Emerisda c’era il Consiglio Nazionale delle ricerche – Istituto di Scienze dell’atmosfera e del Clima, oltre all’Università Cà Foscari di Venezia).
L’opinione del Prof. Dario Camuffo
Anche il professor Dario Camuffo – uno dei ricercatori che ha contribuito a valutare scientificamente l’efficacia dei metodi usati contro l’umidità nelle murature – ha pubblicato un articolo sul Journal of Cultural Heritage (2018) in cui suggeriva di non utilizzare l’igrometro a contatto per misurare l’umidità nelle murature.
Nell’articolo specificava che lo strumento è adatto a osservazioni grossolane (esempio: assistere gli idraulici nella ricerca di perdite d’acqua nei tubi).
Termografia
Il secondo è la termografia all’infrarosso, uno strumento utile per altri scopi.
Permette di individuare i ponti termici, verificare la presenza di impianti nascosti, studiare la condensa, ma non misura le percentuali di umidità nel muro. Da sola non è sufficiente per impostare un piano di risanamento degno di questo nome..
Quali sono le cause dell’umidità nei muri?
Le cause dell’umidità nei muri scientificamente identificate sono nove:
- umidità di risalita
- umidità igroscopica da sali
- umidità da condensa
- infiltrazione laterale interrata
- infiltrazione laterale fuori terra
- umidità con pressione da pendio o falde
- umidità da fattori elettrici, chimici e fisici
- umidità residua da lavori edili
- umidità da rotture idrauliche
Per sapere quale di queste cause – o quali combinazioni di cause – sta colpendo la tua abitazione, non basta un’ispezione visiva.
Serve un’analisi strumentale delle murature.
Come eliminare l’umidità nei muri?
Sul concetto di analisi strumentale è bene essere chiari: qualsiasi “analisi” che non prevede la perforazione della muratura non può essere chiamata analisi: è una stima, nella migliore delle ipotesi.
Il metodo Casa Asciutta™
Archimede Group opera col metodo Casa Asciutta™: un percorso di analisi eseguito con strumenti certificati e soggetti a controlli periodici di taratura, per garantire dati sempre attendibili e verificabili.
Non vendiamo prodotti. Non eseguiamo i lavori edili. Non abbiamo alcun interesse a orientare la diagnosi verso una soluzione piuttosto che un’altra.
Il nostro metodo prevede l’analisi strumentale delle murature, l’elaborazione del piano di risanamento e – dopo un periodo congruo dai lavori edili – nuove misurazioni delle percentuali di umidità, per verificare che il risanamento abbia davvero funzionato.
Quest’ultimo passaggio, quello che più spesso viene saltato, è l’unico modo per sapere con certezza se l’intervento ha funzionato — non a occhio, non per sensazione, ma con i numeri alla mano.
Un caso reale: la storia del sig. Mattei
A seguire trovi il video con la testimonianza di un nostro cliente, che aveva problemi di umidità nel seminterrato.
Prima di contattarci, tre tecnici avevano già esaminato il problema senza riuscire a identificare la causa. Con il metodo Casa Asciutta™ abbiamo individuato con certezza l’origine dell’umidità e risolto il problema definitivamente.
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