Umidità di risalita

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Che cos’è l’umidità di risalita?

L’umidità di risalita, o umidità ascendente, è un fenomeno naturale che avviene quando l’acqua risale all’interno delle murature sfruttando la porosità dei materiali, per effetto di un processo fisico chiamato capillarità.

L’acqua che risale può arrivare dal terreno, da massetti o sottofondi umidi, da riempimenti controterra o da perdite di impianti idraulici o di scarico e infiltrazioni non ancora individuate.

umidita di risalita

Perché l’acqua risale (la capillarità)

All’interno di ogni materiale da costruzione poroso esistono migliaia (o milioni) di microscopici pori e cavità, collegati tra loro come una fitta rete di canali. 

Quando i canali entrano in contatto con l’acqua, la assorbono e la trasportano verso l’alto. 

Più i canali sono sottili e ben collegati, più l’acqua riesce a risalire in altezza: il fenomeno è naturale, autoalimentato (non servono forze esterne) e continuo.

Finché il terreno o l’elemento che causa la spinta è umido, il processo continua, ed è per questo che l’umidità di risalita si ripresenta se non si elimina la causa del problema.

umidità di risalita piano terra

La velocità con cui l’umidità risale e l’altezza che può raggiungere dipendono soprattutto dalla porosità del materiale del muro.

Più un materiale è poroso, con minuscoli pori collegati tra loro, più l’acqua riesce a spostarsi facilmente dentro la muratura, risalendo verso l’alto.

Questo aspetto è importante perché spiega un fenomeno che spesso sorprende i proprietari di casa; nella stessa casa alcuni muri possono essere molto umidi e/o rovinati, mentre altri, a pochi metri di distanza, risultano asciutti e sani. 

Il motivo è che non tutte le murature sono uguali.

Possono essere costruite con materiali diversi, con spessore differente e livelli di porosità variabili: di conseguenza, l’acqua non risale sempre nello stesso modo. 

altezza umidità di risalita

Dove si forma l’umidità di risalita?

Il fenomeno si manifesta soprattutto nella fascia bassa delle murature perimetrali al piano terra, nei locali interrati o seminterrati e nelle pareti interne.

Attenzione: non tutte le macchie di umidità che compaiono nella parte bassa di un muro sono causate da risalita capillare!

Infiltrazioni dal terreno, perdite lente da impianti e altri fenomeni possono produrre sintomi visivamente simili, nella stessa zona (la posizione, da sola, non è una diagnosi).

Altezza della risalita

L’altezza raggiunta dalla risalita dipende soprattutto dal materiale del muro, ma raramente supera i 150 cm di altezza.

Oltre quella soglia, il peso della colonna d’acqua e l’evaporazione superficiale bilanciano la spinta capillare e il fenomeno si arresta.

L’altezza della macchia non coincide sempre con il livello raggiunto dall’acqua.

Effetti dell’umidità di risalita

L’umidità ascendente non si limita a bagnare i muri: l’azione dell’acqua, col tempo, rovina intonaci, finiture, pavimenti e arredi.

I segnali più comuni sono:

  • intonaco che si gonfia, si distacca o si sfarina, soprattutto nella parte bassa del muro
  • malta che si disgrega e perde consistenza
  • macchie e aloni, spesso accompagnati da efflorescenze biancastre in superficie
  • tinteggiatura che si sfoglia, ingiallisce o cambia colore
  • umidità nelle fughe di pavimenti e rivestimenti, in particolare lungo il perimetro
  • danni a mobili e rivestimenti a contatto con le pareti
  • ambienti molto umidi 
  • perdita di isolamento termico (con formazione di muffa invernale)

Ancora una volta, è fondamentale ricordare che nessuno di questi sintomi è sufficiente per diagnosticare l’umidità di risalita, perché gli stessi effetti possono essere causati da altri fenomeni.

Quali sono le cause dell’umidità di risalita?

La causa più comune dell’umidità di risalita dal terreno è l’assenza di una barriera impermeabile tra le fondazioni e la muratura, oppure il deterioramento di quella esistente.

Negli edifici più recenti questa barriera viene inserita durante la costruzione, per impedire all’acqua di risalire dal terreno. 

Negli edifici più datati, invece, spesso non è presente oppure, dopo molti anni, può aver perso la sua efficacia.

A questo primo fattore possono sommarsi altre condizioni:

  • umidità laterale da marciapiedi o pavimenti esterni
  • perdite dagli impianti idraulici
  • scarichi o pluviali danneggiati
  • impermeabilizzazioni difettose o bypassate
  • umidità residua da lavori edili recenti, che può richiedere mesi per asciugarsi

Le concause citate, tra l’altro, possono introdurre nella muratura una quantità d’acqua ben superiore a quella dovuta alla sola risalita capillare.

Umidità ai piani alti: è risalita?

Le macchie di umidità al primo piano o ai piani superiori non sono causate dalla risalita dell’acqua, anche quando mostrano effetti simili a quelle dei piani terra.

In questi casi, l’umidità è dovuta ad altri fattori, tra cui le infiltrazioni provenienti dall’alto – tetto, terrazzo e balconi – oppure perdite dagli impianti idraulici o di scarico, che possono bagnare le murature anche lontano dal punto di origine

Ecco perché è indispensabile individuare la fonte dell’acqua con assoluta precisione, prima di intervenire. 

Se al primo piano nessuno pensa che una macchia sia causata dalla risalita, perché al piano terra lo si dà per scontato?

Umidità di risalita dal pavimento

L’umidità ascendente può coinvolgere anche i pavimenti, se manca uno strato impermeabile sotto il massetto o in caso di rotture negli impianti idraulici.

In questi casi, il fenomeno si nota attraverso:

  • umidità tra le fughe delle mattonelle, dove l’acqua riesce a trovare una via di evaporazione
  • efflorescenze saline, ovvero depositi biancastri causati dai sali minerali trasportati dall’acqua
  • distacco o deterioramento di pannelli del pavimento (es. parquet, Spc, laminati)


umidità di risalita pavimento
umidità di risalita sali

Umidità di risalita: perché gli intonaci si rovinano?

L’azione dell’acqua, da sola, è già sufficiente a rovinare molti materiali da costruzione, intonaci compresi.

Nel caso dell’umidità di risalita, tuttavia, il vero elemento distruttivo è il sale (o meglio, i sali).

L’acqua che risale dal terreno non è acqua pura: trasporta con sé sali minerali disciolti, come cloruri, solfati e nitrati.

Quando raggiunge la superficie del muro o gli strati esterni dell’intonaco, l’acqua evapora, mentre i sali rimangono intrappolati nella muratura, dove aumentano di volume per effetto della cristallizzazione.

Ed è qui che avviene il danno: i cristalli di sale esercitano una pressione meccanica dall’interno verso l’esterno che distrugge l’intonaco (l’intonaco non cede per erosione superficiale, si rompe dall’interno).

L’esplosione degli intonaci è dovuta ai sali, non all’acqua.

Il risultato visibile è quello tipico: rigonfiamenti, distacchi e sfarinamenti, il gergo tecnico definito spesso salnitro (in realtà i depositi possono essere costituiti da diversi tipi di sali, tra cui nitrati, solfati e cloruri).

Umidità di risalita: perché gli intonaci si rovinano?

Prima di vedere quali potrebbero essere gli interventi efficaci, bisogna fare chiarezza su alcune “soluzioni” che vengono spesso proposte per risolvere l’umidità di risalita. 

In realtà possono solo limitarne gli effetti o migliorare temporaneamente l’aspetto del muro.

Intonaco deumidificante

Il primo è l’intonaco deumidificante, un tipo di intonaco molto poroso e traspirante

Questa struttura permette all’acqua nella muratura di evaporare più facilmente, e offre ai sali minerali più spazio per depositarsi, riducendo il rischio che l’intonaco si gonfi o si stacchi in poco tempo.

È un materiale di ripristino, utilizzato nei risanamenti dell’umidità,  ma non la blocca e non la elimina.

intonaco anti umidità

Può essere una buona scelta solo dopo aver eliminato la causa dell’umidità o quando fa parte di un intervento di risanamento progettato correttamente.

Controparete

controparete per umidità di risalita

Il secondo intervento inutile è la controparete in cartongesso, laterizio o altri materiali.

Una controparete si limita a nascondere il problema, ma l’acqua continua a risalire nella muratura. Senza contare che lo spazio tra i due muri diventa un’intercapedine poco ventilata dove l’umidità rimane intrappolata, favorendo cattivi odori e, nei casi peggiori, condense interstiziali e muffe.

In altre parole, una controparete rischia di creare problemi aggiuntivi che prima non erano presenti.

Pannelli per umidità

Tra gli interventi proposti da alcuni operatori, troviamo anche i cosiddetti pannelli antiumidità (di vari materiali).

Si tratta di rivestimenti che vengono applicati direttamente sulla superficie interna del muro e, come la controparete, servono solo a coprire il problema: la causa della risalita non viene eliminata.

Con il tempo, l’umidità e i sali della muratura riusciranno a compromettere il rivestimento applicato, oltre a creare le condizioni già viste per la controparete (cattivi odori, condense e muffe). 

Anche i materiali più resistenti all’umidità non possono sostituire un intervento che blocchi o gestisca realmente la causa del problema.

pannelli umidità di risalita

Vespaio

vespaio umidità di risalita

Infine, il vespaio aerato, uno spazio vuoto sotto il pavimento che separa la casa dal terreno sottostante. 

Questo spazio rimane asciutto grazie alla circolazione dell’aria, che disperde l’umidità e riduce il contatto diretto tra il terreno bagnato e la struttura del pavimento (a patto che sia presente un’adeguata impermeabilizzazione sotto la pavimentazione).

Il vespaio riguarda principalmente il sistema pavimento-terreno, non ha capacità di bloccare l’acqua che può risalire all’interno dei muri. 

Inoltre, alcuni elementi del vespaio, come i punti di appoggio degli elementi plastici (i cosiddetti “piedini”), possono creare collegamenti rigidi con gli strati sottostanti. Se in queste zone manca una corretta impermeabilizzazione, possono diventare punti attraverso cui l’umidità può continuare a propagarsi.

In sintesi: il vespaio può aiutare a migliorare le condizioni del pavimento, ma da solo non risolve l’umidità di risalita nelle pareti.

Come eliminare l’umidità di risalita (4 possibili soluzioni)

Alcune delle soluzioni descritte possono funzionare, ma solo in casi di effettiva umidità ascendente, e solo dopo una diagnosi della muratura.

Se il muro è umido per infiltrazioni, perdite dagli impianti o apporti laterali, qualsiasi intervento sulla risalita agisce sulla causa sbagliata.

È per questo che la diagnosi non è un passaggio opzionale: è il primo atto di qualsiasi risanamento serio.

E vale anche per verificare i risultati.

Osservare il muro dopo i lavori non basta: un muro può sembrare asciutto e continuare ad essere umido in profondità. L’unico modo per sapere se un intervento ha davvero funzionato è confrontare le misurazioni strumentali eseguite prima e dopo.

Taglio del muro

Il taglio meccanico del muro consiste nel tagliare orizzontalmente la muratura, vicino alla base, per inserire una membrana impermeabile che impedisce all’acqua di risalire.

È un intervento molto invasivo, da realizzare durante una ristrutturazione pesante.

Questa tecnica, spesso risolutiva, è ormai vietata in molti Comuni italiani per motivi sismici . 

bloccare umidità di risalita

Interventi edili al marciapiede

In alcuni casi, l’umidità che compare nei muri proviene principalmente dal marciapiede privo di impermeabilizzazione, anziché dalle fondamenta. 

Se le indagini col metodo ponderale confermano che la principale fonte di umidità è il marciapiede, è necessario un rifacimento completo o un intervento puntuale nelle zone in cui l’acqua riesce a infiltrarsi. 

Nota

Il metodo ponderale, o gravimetrico, è uno dei due modi reali per determinare il reale contenuto d’acqua all’interno delle murature.

Guaine impermeabilizzanti

guaina per umidità ascendente

Le guaine impermeabilizzanti sono una delle soluzioni più efficaci per impedire la risalita, ma purtroppo si possono installare solo durante la costruzione dell’edificio.

Nelle case nuove, la guaina viene infatti posizionata alla base delle murature, in modo da creare una barriera continua che impedisce l’entrata dell’acqua.

Negli edifici esistenti la situazione è diversa, perché per inserire una guaina sarebbe necessario tagliare la muratura, un intervento ormai vietato in molte zone d’Italia per motivi sismici.

Barriera chimica

La barriera chimica, o taglio chimico, consiste nell’introdurre nella muratura dei prodotti che creano una zona meno permeabile all’acqua, con l’obiettivo di interrompere la risalita dal basso verso l’alto.

Perché possa funzionare, devono esserci due condizioni fondamentali:

  • L’umidità deve provenire solo dal terreno (non da altre fonti).
  • La concentrazione salina nella muratura deve essere entro determinati parametri.


rimedi umidità di risalita

Se un muro è umido perché l’acqua entra lateralmente da un marciapiede, da una parete controterra o da una tubazione danneggiata, una barriera chimica non può risolvere il problema: l’acqua continuerà a raggiungere la muratura.

La barriera chimica può risultare inefficace in altre situazioni:

  • Parete troppo umida: se il muro è completamente saturo d’acqua, il prodotto non si diffonde correttamente e non crea una barriera continua.
  • Presenza eccessiva di sali: i sali accumulati nella muratura possono ostacolare la diffusione del prodotto, continuando a danneggiare l’intonaco.
  • Dispersione del prodotto: se il liquido non si distribuisce in modo uniforme dentro il muro, possono rimanere zone non protette dove l’umidità continua a risalire.

Sistemi elettronici

Esistono dispositivi anti umidità che dichiarano di contrastare l’umidità di risalita grazie all’emissione di impulsi elettrici o campi elettromagnetici (elettrosmosi).

Tuttavia, come per la barriera chimica, questi sistemi possono essere valutati solo quando è stata verificata la reale presenza di umidità di risalita e sono state eliminate le concause: non agiscono su altre cause di umidità che spesso coesistono nella stessa muratura.

Sistemi elettronici

Esistono dispositivi anti umidità che dichiarano di contrastare l’umidità di risalita grazie all’emissione di impulsi elettrici o campi elettromagnetici (elettrosmosi).

Tuttavia, come per la barriera chimica, questi sistemi possono essere valutati solo quando è stata verificata la reale presenza di umidità di risalita e sono state eliminate le concause: non agiscono su altre cause di umidità che spesso coesistono nella stessa muratura.

Perché è importante misurare l’umidità nel muro

umidità di risalita chi chiamare

Quando compare una macchia umida, la prima domanda non dovrebbe essere “Come la elimino?”, ma “Da dove arriva l’acqua?”.

Come spiegato, la semplice osservazione del muro non dice nulla sull’origine del problema.

Un muro umido può essere causato da risalita capillare, infiltrazione laterale, perdita di un tubo…spesso i sintomi sono molto simili e possono trarre in inganno.

Per questo motivo è importante eseguire delle misurazioni strumentali.

Le misurazioni permettono di capire quanta acqua è realmente presente nella muratura e, insieme ad altre verifiche, aiutano a individuare la causa dell’umidità.

Le misurazioni sono fondamentali anche per evitare interventi inutili. Se si sbaglia diagnosi, si rischia di spendere tempo e denaro per una soluzione che non elimina il problema. 

Infine, misurare l’umidità è l’unico modo per verificare se il risanamento ha davvero funzionato.

Dopo l’intervento non basta che il muro appaia asciutto o che sia stato rifatto l’intonaco: è necessario confrontare i valori rilevati prima e dopo i lavori (a distanza di tempo) per accertare che la quantità d’acqua nella muratura sia realmente diminuita.

In altre parole, ciò che non si misura non si può verificare

Per questo una diagnosi basata su dati oggettivi è il punto di partenza di qualsiasi risanamento efficace.

Come risolvere l’umidità di risalita: parti da qui

Intervenire su un muro umido senza aver prima capito da dove arriva l’acqua significa procedere per tentativi (è una scommessa molto costosa).

Ad esempio, al sig. Stefano Ambrosi (nostro cliente) era stato proposto un intervento con barriera chimica dal costo di circa 20.000 euro, senza però una verifica strumentale che dimostrasse la presenza della risalita capillare.

La nostra analisi diagnostica Casa Asciutta™ ha invece evidenziato che la causa dell’umidità era una perdita occulta: una volta riparata la perdita, l’umidità presente nella muratura si è ridotta in modo significativo, passando da valori del 14,9% a valori dell’1,3%!

Questo dimostra un concetto importante: prima di scegliere come intervenire bisogna capire cosa sta realmente bagnando il muro.

La diagnosi strumentale permette di:

  • distinguere l’umidità di risalita da altre forme di umidità;
  • valutare la presenza e il ruolo dei sali nella muratura;
  • individuare eventuali fonti di acqua nascoste;
  • progettare un intervento mirato, evitando lavori inutili.

Non si tratta quindi di un’opinione o di una semplice valutazione visiva, ma di un percorso basato su misurazioni e dati verificabili.

Quando un muro è umido, il primo passo non dovrebbe essere l’acquisto di un prodotto o l’esecuzione di un intervento: dovrebbe essere una diagnosi accurata della muratura.


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