In questa guida ti parlerò del ruolo del cappotto termico nei casi di pareti con problemi di umidità, muffa e/o ponti termici critici.

Scoprirai anche i 6 aspetti che devi conoscere prima di posare un isolamento a cappotto (su qualsiasi muratura, a prescindere dalla presenza o meno dell’umidità).

Iniziamo!

A cosa serve un cappotto termico?

Il compito primario del cappotto termico è aumentare l’isolamento termico delle pareti perimetrali di un edifico, in modo da favorire il risparmio energetico (riscaldamento e raffrescamento) e allo tempo stesso migliorare il comfort abitativo.

cappotto termico esterno

In sostanza, tale soluzione migliora l’efficienza energetica dell’involucro edilizio, e la sua presenza – assieme ad altre opere – porta a un risparmio sulle bollette del riscaldamento.

E per quanto riguarda i problemi di umidità? Ha senso installare un cappotto? 

Dipende dalla casistica…

Problemi di umidità e cappotto termico: facciamo chiarezza!

Il primo, fondamentale aspetto da chiarire è il ruolo del cappotto termico nei casi di umidità di risalita o muffa sulle pareti.

#1 Umidità di risalita

Il cappotto non rappresenta MAI una soluzione all’umidità ascendente delle pareti.

L’isolamento a cappotto copre il problema e nasconde macchie e/o sgretolio dell’intonaco, ma non ferma la risalita dell’acqua né (tantomeno!) riduce la quantità di umidità nelle pareti.

L’azione dell’acqua continua inesorabile, e col tempo danneggia anche il cappotto

Se la tua casa ha problemi di umidità ascendente, devi innanzitutto trovare la causa/e del problema, e poi intervenire con un risanamento.

#2 Muffa

Nel caso delle muffe va fatta una distinzione, perché di fatto il cappotto risulta efficace solo in alcune situazioni (prendi nota).

Se la muffa del muro è causata SOLO dalla temperatura troppo fredda dei ponti termici, il cappotto risolve i problemi di muffa.

Importante: questo è possibile SOLO se il cappotto è ben progettato e dimensionato nello spessore, così da correggere in modo adeguato il ponte termico (a livello fisico, strutturale e geometrico).

In tutte le altre casistiche, il sistema risulta inefficace.

ponte termico con muffa

Il cappotto è inefficace contro le muffe dovute a infiltrazioni/imbibimenti esterni oppure umidità di risalita, ed è inutile anche nei casi di andamento igroclimatico interno non adeguato (clima interno troppo umido).

Infine, il sistema cappotto non può correggere completamente alcuni ponti termici.

Nello specifico:

  • parte bassa di un piano terra
  • parte alta di un ultimo piano
  • attorno ai serramenti
  • in prossimità di terrazzi/poggioli

Questi ponti termici sono difficili da correggere a causa della loro posizione.

Muffa sulle pareti nonostante il cappotto: perché si forma?

A volte la muffa compare anche in seguito all’installazione del cappotto esterno, e quando accade i motivi possono essere diversi.

La ragione più banale è che il cappotto viene installato anche se non rappresenta la giusta soluzione al problema (es. c’è umidità ascendente, muffa da infiltrazione o per motivi igroclimatici).

In altri casi l’errore avviene durante la fase di progettazione/scelta del sistema (lo spessore è adeguato?) e/o nel corso della posa in opera.

Magari scegli un ottimo prodotto, ma il dimensionamento o l’errata posa in opera impediscono di correggere – in modo adeguato – il ponte termico.

Il cappotto interno può causare condensa interstiziale?

Si, il rischio di condensa interstiziale è reale:

cappotto interno con condensa interstiziale

Per evitare queste situazioni è necessario scegliere un sistema cappotto adeguato allo stato di fatto delle pareti.

Spessore, materiale e tecnica di installazione vanno definiti sulla base di un’analisi termografica per lo studio delle temperature, e dopo un’analisi strumentale che escluda problemi di umidità di tipo edile nelle pareti (es. imbibimenti dall’esterno, infiltrazioni o umidità ascendente).

6 Cose da sapere prima di posare un cappotto termico

Non conosco le tue esigenze, quindi ignoro se valuti un cappotto come possibile rimedio agli attuali problemi di muffa/umidità o solo in funzione del risparmio energetico.

In entrambi i casi, prima di installare un cappotto ti invito a riflettere sui 6 aspetti che elenco a seguire:

#1 Non è LA soluzione alla muffa

Il primo aspetto da chiarire è che un cappotto garantisce l’isolamento dal caldo e dal freddo, ma non rappresenta una soluzione certa e definitiva a condense e muffe.

Se l’andamento igroclimatico interno è troppo umido, la muffa può comparire sui ponti termici non corretti in modo adeguato, così come su arredi e vestiti.

#2 Non elimina i ponti termici

Secondo punto: l’isolamento a cappotto non corregge del tutto i ponti termici.

In questo caso, l’efficacia del cappotto dipende dalle temperature delle zone fredde e – quindi – da QUANTO devi correggere il ponte termico e dalla POSIZIONE dello stesso.

Per conoscere le temperature del ponte sono necessarie delle misurazioni tramite una termocamera (la cosiddetta analisi termografica delle pareti).

Dove è impossibile correggere completamente i ponti termici?

In primis, nelle zone attorno ai serramenti, soglie comprese. In secondo luogo, nella parte bassa del piano terra e nella parte alta dell’ultimo piano, dove c’è bisogno di alcuni accorgimenti tecnici.

Un esempio sono i sottotetti, dove il tetto spiovente impedisce la perfetta correzione del ponte termico (vedi immagine):

cappotto esterno e ponte termico solaio

Nonostante il cappotto, rimane comunque un ponte termico residuo, e in quel punto si possono formare muffe e condense.

È il tipico caso dove il cappotto interno ha un maggior effetto di correzione (immagine a seguire):

solaio con ponte termico critico

L’isolamento termico interno, posato in appoggio a pareti e solaio (vedi le frecce blu) potrebbe correggere il ponte con maggior efficacia.

#3 Solo su muri “sani”

Come scritto nel secondo capitolo, il cappotto non è sempre una soluzione a umidità e muffa, e prima di spendere soldi nel sistema devi risolvere i problemi che già affliggono i muri.

Quando il contenuto di umidità nelle pareti è eccessivo, è consigliato attendere un periodo di deumidificazione proporzionato ai valori di umidità.

Hai problemi di umidità e muffa e vuoi risolverli prima di posare il cappotto? Richiedi un preventivo per l’analisi strumentale Casa Asciutta™ e il piano di risanamento: Richiedi Preventivo ad Archimede Group

#4 Cappotto esterno o interno?

In genere si predilige l’isolamento a cappotto esterno, salvo i casi in cui – per esigenze di cantiere – si è costretti a puntare su quello interno (es. condominio di interesse storico).

Ricorda inoltre che quello esterno corregge di più i ponti termici…che tuttavia non si possono mai risolvere al 100% (vedi secondo capitolo).

#5 La VMC è obbligatoria?

Un altro aspetto da chiarire è che qualsiasi cappotto riduce la traspirazione della muratura (tanto o poco, ma la riduce).

Questo vale anche per i cappotti ad “alta traspirazione”, posati tramite una colla che – in genere – non traspira quanto il cappotto scelto.

Meno traspirante è il sistema cappotto, maggiore è la necessità di una VMC

Una grande variabile è l’igroscopicità delle murature dal lato interno: se possono assorbire e rilasciare umidità in modo adeguato – regolando l’andamento igroclimatico dell’ambiente – l’installazione della VMC è opzionale..

Un rivestimento interno molto igroscopico permette di avere una sorta di “polmone” che assorbe l’umidità in eccesso dell’aria, rilasciandola quando il tasso di umidità diminuisce (SE diminuisce).

Pensa alla differenza tra respirare dentro una scatole di cartone oppure dentro un sacchetto di nylon

In caso contrario si potrebbe creare una saturazione di umidità negli ambienti e – in tal caso – la VMC è necessaria.

A prescindere da questo, puoi comunque installare la VMC, che permette il continuo ricambio d’aria pulita e asciutta in casa durante la stagione invernale.

L’impianto però ha un costo (a volte di varie migliaia di euro), quindi se desideri valutare l’effettiva necessità della VMC puoi eseguire un’analisi strumentale diagnostica preventiva, fatta durante la stagione invernale (quando sussitono le condizioni per la condensa).

Hai problemi di umidità e muffa e vuoi risolverli prima di posare il cappotto e/o installare la VMC? Richiedi un preventivo per l’analisi strumentale Casa Asciutta™ e il piano di risanamento: Richiedi Preventivo ad Archimede Group

Nota sulla traspirazione del cappotto

Qualche tecnico del settore afferma che il cappotto non riduce la traspirazione del muro, ma basta analizzare l’andamento igroclimatico delle case – durante la stagione invernale – per osservare una riduzione della traspirazione.

Il grafico a seguire è un esempio:

grafico temperatura umidità vmc

In questa stanza, nonostante le aerazioni giornaliere, il clima è troppo umido: osserva i valori di umidità relativa (destra) in corrispondenza delle frecce rosse .

#6 Scegli posatori qualificati

L’ultimo punto è altrettanto importante, anche se spesso il committente lo sottovaluta o lo trascura perché non conosce la normativa.

Tutti i cappotti in commercio (marchiati CE) hanno determinate prestazioni – garantite dal produttore – che dovrebbero perdurare anche dopo la posa.

Uso il condizionale perché non sempre la posa viene eseguita a regola d’arte. A volte il posatore non è qualificato e non conosce le prescrizioni tecniche del produttore, altre volte il posatore esegue la posa durante la stagione invernale (i sistemi a cappotto esterno non vanno posati nel periodo invernale).

Normative di riferimento: UNI 11715:2018 e UNI 11716:2018

Come procedere?

In definitiva, il cappotto è un ottimo investimento, soprattutto se il tuo obiettivo è il risparmio energetico.

Nel caso dei problemi di umidità e muffa – invece – fa’ molta attenzione: prima di installare un cappotto (a prescindere dalla situazione delle pareti) chiedi un’analisi strumentale diagnostica dell’abitazione.

Nel video a seguire c’è il caso di un’abitazione dov’era stato posato il cappotto (durante la ristrutturazione): a distanza di qualche tempo i muri al piano terra hanno iniziato a scrostarsi, ed è comparsa muffa nella parte alta delle pareti.

Per risolvere i problemi abbiamo eseguito l’analisi strumentale, seguita da una stesura del piano di risanamento.

A presto
Stefano Pigatto – Archimede Group “Gli Specialisti dell’Umidità”