Termografia all’infrarosso, un’analisi strumentale spesso mal interpretata

La termografia all’infrarosso è un’ottima tecnologia ma sempre più spesso mal interpretata. Ha portato nel mondo edile la possibilità di comprendere molti aspetti che prima non si potevano nemmeno studiare. Permette di avere velocemente una prima valutazione della situazione termica delle pareti evidenziando eventuali anomalie di vari generi.

Questa analisi viene effettuata per queste rilevazioni:

  • distacchi di intonaco rovinato a causa delle infiltrazioni d’acqua o presenza di umidità;
  • ricerca perdite da tubi rotti;
  • ponti termici, una delle possibili cause della formazione di muffa in casa e della condensazione su pareti e solai;
  • ricerca focolai di umidità per monitorizzare eventuali anomalie termiche dovute dalla presenza dell’umidità;
  • analisi della dispersione termica degli edifici;

Nonostante sia un ottimo strumento, che anche i nostri tecnici usano per eseguire le analisi dei fenomeni termici, riscontriamo molto spesso la tendenza a sopravalutarla.  Oltre alla sopravvalutazione viene sempre più spesso usata per usi impropri. Essa infatti non è riconosciuta da alcuna norma UNI o EN come tecnica di misurazione dell’umidità. Essa può essere utilizzata per la rilevazione delle anomalie termiche e dei ponti termici, infatti:

TERMO-GRAFIA = rappresentare graficamente le temperature.

Essa può identificare le temperature superficiali dei materiali. Nel caso il materiale sia umido e la temperatura dell’ambiente sia rimasta costante non rileverà alcuna variazione termica nella parete.

L’errata interpretazione da parte degli operatori termografici senza un sistema di analisi completo si ripercuote sulla scelta degli interventi. Quando la diagnosi del problema è errata anche le soluzioni scelte saranno errate.

E’ difficoltoso risolvere un problema di umidità in un edificio se conosci la causa del problema.

E’ impossibile risolverlo se intervieni sulla causa sbagliata.

Per questo motivo il metodo ponderale (UNI 11085) rimane ancora il modo più preciso e adatto alla rilevazione dell’umidità.
Anche dal progetto di ricerca “Emerisda” del Consiglio Nazionale di Ricerca, svolto nel 2016, è emerso che l’umidità in un materiale edile va misurata esclusivamente asciugando il materiale. Il rapporto tra la massa secca e la massa umida determinerà la quantità di umidità presente.

La termografia all’infrarosso, come tutte le altre apparecchiature non invasive, non sono strumentazioni che permettano di misurare o identificare l’umidità negli edifici.

Qui di seguito possiamo vedere nella foto di sinistra un caso di ponte termico (una delle cause di formazione della muffa nelle pareti): il colore più scuro non rappresenta umidità ma solo temperature fredde. Nell’immagine di destra si può vedere una fascia di umidità igroscopica (causata dalla presenza dei sali) in questo caso si può associare il colore più scuro alla presenza di umidità perché misurata con il metodo ponderale. Si osservi inoltre come le macchie visibili a occhio nudo siano inferiori rispetto a quelle che rileva la termocamera.

termografia all'infrarosso

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Termografia all’infrarosso, un’analisi strumentale spesso mal interpretata ultima modifica: 2015-11-19T16:59:36+00:00 da Pigatto Stefano

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